MIT: inventata Batteria Litio turbo

Posted by at 12 September, at 13 : 56 PM Print

Batteria turbo, ricarica in dieci secondi. Una scoperta del MIT potrebbe rivoluzionare le applicazioni in telefoni cellulari, computer portatili, palmari, ma anche e soprattutto nelle auto elettriche, nei prossimi tre anni.

In attesa che lo sviluppo di altre energie portabili e ricaricabili diventi realtà, l’industria continua ad investire in maniera considerevole nelle tradizionali batterie agli ioni di litio, ormai ben conosciute da chiunque abbia a che fare, quotidianamente, con prodotti tecnologici elettronici in genere.

Il “pro” di queste batterie è la capacità di immagazzinare considerevoli quantità di energia e il mantenimento della carica per periodi relativamente lunghi.
Il “contro” consiste nella scarsa capacità di ricaricarsi (tempi lunghi) e fornire “scoppi” energetici in una frazione di tempo molto breve, si pensi per esempio alle necessità di potenza di una ipotetica auto elettrica in caso di accelerazione.

Dal MIT (Massachusetts Institute of Technology ) arrivano però i risultati di una promettente ricerca: scoperto il sistema di sfruttare tecnologie attuali per applicazioni futuribili, capaci di trasformarsi a breve termine in prodotti commerciali concreti. Lo rivela un articolo pubblicato sull’ultimo numero della rivista “Nature”; potrebbe essere una soluzione per la ricarica veloce per delle auto elettriche, sebbene in questo caso il limite principale sarebbe costituito della rete elettrica.

Gli scienziati ritenevano che gli elettroni e ioni di litio, si muovessero troppo lentamente attraverso il materiale, ma Gerbrand Ceder, docente di Scienze e primo autore dell’articolo, assieme al collega Byoungwoo Kang ha scoperto invece il contrario: in un ben noto materiale per batterie, il fosfato di ferro e litio, gli ioni di litio si muovo in realtà molto velocemente.

La loro attenzione si è quindi spostata sui materiali utilizzati nella produzione degli accumulatori, scoprendo che gli ioni possono sì viaggiare velocemente all’interno del composto, ma solo attraverso “tunnel” nanoscopici accessibili dalla superficie del materiale.

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One Comment

  1. Mr WordPress Sep 12, 2011
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